Che strano! Depero non aveva mai avuto una personale in una capitale del Futurismo come Firenze. Ci ha pensato ora Sergio Risaliti con una mostra che racconta la personalità dell’artista, il suo talento, la sua ironia. Guardiamo, per esempio, Nitrito in velocità, 1932, di cui esistono due versioni. Il quadro, incentrato sulla corsa vorticosa di un cavallo che nitrisce spavaldamente, esprime il tema del movimento e della vitalità, caro ai futuristi, ma Depero con quella somma di coni e poliedri, il destriero che sembra un fumetto giapponese ante litteram e la sagoma del fantino così felicemente goffa, dà al soggetto un accento originalmente scherzoso.

Nitrito in velocità, 1932, opera di Fortunato Depero in mostra a Firenze
Jean Louis Mazieres su Flickr
Nitrito in velocità, 1932

Allo stesso modo le sue visionarie Marionette per i balli plastici del 1918 sono figure della commedia dell’arte allegre come giocattoli (ma capaci anche di recuperare quella plasticità, appunto, cioè quella solidità volumetrica, che il primo Futurismo aveva infranto).

La haute couture
Marionette per i balli plastici, 1918
Wikimedia Commons
Marionette per i balli plastici, 1918

Anche la Cavalcata fantastica del 1920, un gigantesco arazzo che allora era una tecnica nuova nell’arte contemporanea, è un serraglio di animali fiabeschi. Se Depero si definiva “Mago”, la rassegna lo conferma ampiamente.

Questo approfondimento sulle case d'asta a Milano è tratto dal n. 603 di Arte. La rivista di arte, cultura e informazione è acquistabile in edicola o sul sito di Cairo Editore

Cover Arte novembre 2023
Cairo Editore
Cover Arte novembre 2023

Il centenario dell’Università Cattolica si festeggia con una scultura di Mimmo Paladino (Paduli, 1948) dedicata a sant’Ambrogio, nel Cortile d’onore dell’ateneo. È un bronzo patinato con i simboli iconografici della vita del patrono di Milano. Svetta fino a quasi quattro metri e pesa quasi due tonnellate.

«L’opera, in dialogo con la Basilica che conserva le reliquie del santo, racchiude stratificazioni simboliche complesse, connessioni alla storia, all’arte e alla religione, a partire dalla Milano paleocristiana»,

dichiara il rettore Franco Anelli. Una committenza perfetta per l’interprete di un contemporaneo dalle radici arcaiche come Paladino.