Sold out per il Museo del Cinema, preso d’assalto per la mostra Il mondo di Tim Burton, in corso fino al 4 aprile 2024. Oltre qualsiasi aspettativa, l’esposizione-evento con le installazioni del regista americano (Burbank, 1958) del fantastico e del gotico conquista il pubblico italiano. Due universi fantastici s’incontrano: il mondo di Burton e la Mole Antonelliana.
L'arte di Giulio Paolini
Nella mostra Et in Arcadia ego, che è anche il titolo di un’opera qui esposta, Giulio Paolini mette in scena con estrema coerenza e con rinnovata creatività tutti i fondamentali elementi della sua arte allo stesso tempo poetica e concettuale. Nel suo lavoro, come in uno specchio ideale, l’oggetto della riflessione è l’enigma della visione dell’arte stessa, le sue procedure linguistiche, i suoi canoni, i suoi materiali, le sue condizioni fondamentali di esistenza, il suo contesto e anche i suoi miti e la sua storia. Il linguaggio dell’artista nel suo ormai lunghissimo percorso è andato via via crescendo su se stesso attraverso un costante processo di autoriferimento, con continue esplicite autocitazioni e, nella misura in cui il suo “io” di singolo artista aspira a identificarsi con “l’io della pittura”, anche i prelievi, i rimandi continui alla storia dell’arte finiscono per diventare in qualche modo autocitazioni.
Questo processo creativo è alimentato dall’inserimento di ulteriori elementi, sempre comunque coerenti ai presupposti iniziali. «Nessun mio quadro», spiega Paolini, «è nato dall’intenzione di cancellare il precedente, non è una successione di esperienze che si sommano, ma è sempre una dichiarazione assoluta, a sé stante, sospesa nel tempo, senza relazioni di sviluppo. Di qui l’ipotesi di non aver potuto fare nulla oltre il mio primo quadro, ogni opera è se stessa e diversa dalle altre per emozioni, interessi, distrazioni successive, ma non credo che possa né smentire né accrescere il dato originale».
Le opere di Giuilo Paolini in mostra a Verona
In questo senso, anche l’esposizione veronese appare come un’articolata opera “unica”, in cui l’artista rimette in gioco l’incanto meta-fisico del suo complesso e sofisticato repertorio in uno spazio scenografico atemporale, in cui il passato vive nel presente e si apre verso l’affascinante vuoto del futuro. Qui sono i titoli stessi delle opere a indicare il percorso della narrazione visiva che inizia con l’autore, come entità quasi immateriale, che percorre la Scala della ragione, e che prosegue con Copia e originale dove il calco in gesso di una mano si confronta con la forma perfetta dell’uovo di struzzo. L’artista indaga poi sull’ambiguità di Una doppia vita e si ripropone come Il modello in persona nello studio. Al centro dell’esposizione è collocata la Riapparizione della Vergine che reinterpreta l’opera della collezione del museo: un’enigmatica installazione con la custodia vuota di un violoncello.
GIULIO PAOLINI.
ET IN ARCADIA EGO.
Verona, Galleria d’arte moderna Achille Forti
(tel. 045-8001903).
Fino al 3 marzo 2024.
Questo approfondimento sulle case d'asta a Milano è tratto dal n. 603 di Arte. La rivista di arte, cultura e informazione è acquistabile in edicola o sul sito di Cairo Editore.