Carlo Carrà, Le figlie di Loth
Anna Tognoli
Carlo Carrà, Le figlie di Loth, 1919
Stiamo bene negli acquitrini, opera di Giuliana Rosso
Cairo Editore
Stiamo bene negli acquitrini, opera di Giuliana Rosso vincitrice del 22° Premio Cairo
La 22° edizione del Premio Cairo

Milano, 9 ottobre 2023 – La giovane artista Giuliana Rosso si aggiudica la 22ª edizione del Premio Cairo con l’opera inedita Stiamo bene negli acquitrini nella serata di inaugurazione appena conclusasi al Museo della Permanente di Milano. La vincitrice è stato scelta dalla prestigiosa giuria presieduta dal Maestro Emilio Isgrò, l’artista delle “cancellature”, uno dei nomi italiani più famosi a livello internazionale nel mondo dell’arte contemporanea e composta da: Luca Massimo Barbero, direttore Istituto di Storia dell'Arte-Fondazione Giorgio Cini di Venezia; Mariolina Bassetti, Presidente Christie's Italia; Ilaria Bonacossa, direttrice Museo Nazionale dell’Arte Digitale di Milano; Lorenzo Giusti, direttore Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (Gamec) di Bergamo; Gianfranco Maraniello, direttore Polo Museale del Moderno e Contemporaneo del Comune di Milano.

L'artista vincitrice: perché ha vinto la sua opera

Giuliana Rosso, nata a Chivasso nel 1992, svolge la propria attività artistica a Torino; la sua particolare poetica la porta ad affrontare con grande sensibilità il tema dell’adolescenza con le sue inquietudini e incertezze, come mostra l’opera realizzata per il Premio Cairo, in cui sono ritratte tre ragazze che si ritrovano in una foresta disfatta, in mezzo a tronchi anneriti o spezzati, come dopo una violenta tempesta. L’opera, realizzata mediante carboncino e gessetti su carta, secondo la motivazione della giuria “rappresenta l’inquietudine e l’indeterminatezza dell’adolescenza in un paesaggio tossico che evoca l’urgenza della questione ambientale e il disagio di una comune solitudine”.

La serata di premiazione

La serata di inaugurazione con la premiazione della giovane artista, che si aggiudica un premio di 25mila euro e la cui opera entra a far parte della Collezione Premio Cairo, è disponibile da martedì 10 ottobre su corriere.it, in streaming dalla prestigiosa sede espositiva del Museo della Permanente di Milano. Inoltre a Giuliana Rosso saranno dedicati la copertina e una intervista esclusiva sul numero di Arte di novembre.

La mostra del 22° Premio Cairo

Dal 10 al 15 ottobre al Museo della Permanente ci sarà l’esposizione delle opere, aperta gratuitamente al pubblico, insieme all’intera Collezione Premio Cairo con tutte le opere vincitrici delle precedenti edizioni, oltre alle 20 opere inedite degli artisti selezionati dal mensile Arte per il 22° Premio Cairo: Alessio Barchitta, Andrea Barzaghi, bn+BRINANOVARA, Andrea Bocca, Giuditta Branconi, Nina Carini, Martina Corà, Michele D’Agostino, Roberto de Pinto, Marco Emmanuele, Luca Grimaldi, Rebecca Moccia, Ismaele Nones, Eric Pasino, Stefano Perrone, Giuliana Rosso, Giorgio Salvato, Lena Shaposhnikova, Alessandro Sicioldr Bianchi, Eltjon Valle.

Per saperne di più: il profilo Instagram del Premio Cairo

L’intero percorso, con le informazioni sui 20 artisti e sulle opere, e gli highlights della serata inaugurale del Premio Cairo 2023, sono disponibili sulla pagina Instagram dedicata @premiocairo, uno spazio nato per celebrare e promuovere non solo il Premio Cairo ma tutto l'affascinante mondo dell'arte contemporanea. Sul sito premiocairo.it inoltre tutte le informazioni sul premio e sulla sua storia.

Giuliana Rosso, l'artista vincitrice del 22° Premio Cairo
Cairo Editore
Giuliana Rosso, l'artista vincitrice del 22° Premio Cairo
Il Premio Cairo: come è nato e la sua storia

Nato nel 2000 dalla volontà del presidente Urbano Cairo di sostenere i giovani artisti italiani e di far conoscere al pubblico nuovi protagonisti, nuove tendenze e nuovi linguaggi presenti nella ricerca d'arte contemporanea, il Premio Cairo, giunto alla 22a edizione, si è confermato nel tempo come la più autorevole e prestigiosa opportunità per i giovani artisti in Italia.

Un importante trampolino di lancio che offre agli artisti la duplice opportunità di consolidarsi nel panorama artistico nazionale ed internazionale e di vivere una grande esperienza: selezionati anno dopo anno dalla redazione di Arte e chiamati a realizzare per l’occasione opere inedite, valutate da una Giuria di altissimo profilo composta da autorevoli direttori di musei, critici e storici dell’arte e da maestri dell’arte contemporanea italiana.

La mostra-evento del Premio Cairo è supportata da una importante campagna di comunicazione: stampa pianificata su Corriere della Sera e sui periodici di RCS MediaGroup, radio su Radio Monte Carlo e LifeGate Radio, TV su La7, digital e social con LifeGate e affissioni nel centro di Milano.

 

I Partner

Per l’edizione 2023 il Premio Cairo vede al suo fianco brand e aziende che hanno scelto l'evento proponendosi come parte attiva nella promozione artistica di giovani talenti nel mondo dell’arte contemporanea. Banco BPM sostiene da sempre le iniziative di valorizzazione del patrimonio artistico italiano e delle proprie collezioni d’arte: l’identità della Banca si riflette nell’impegno a preservare nel tempo tali opere e a creare occasioni di condivisione con la collettività, per questo motivo Banco BPM affianca come Main Partner il Premio Cairo. Honda Auto Italia, Main Partner, è impegnata in un percorso di continua innovazione, ricerca e cambiamento che è coerente con la scelta di sostenere i giovani artisti italiani; la valorizzazione di nuove tendenze e linguaggi nella ricerca d’arte contemporanea si sposa perfettamente con gli sforzi profusi dalla Casa di Tokyo, il primo costruttore di veicoli al mondo, per sviluppare idee innovative e realizzare le ambizioni relative ai nuovi prodotti. MSC Crociere, Main Partner, affianca il Premio avendo come asse portante l’unione tra eleganza classica ad innovazione avanguardistica con uno sguardo sempre attento al mondo dell’arte contemporanea, come testimoniato dalle mostre di opere d’arte organizzate a bordo delle proprie navi. Baratti&Milano, storica azienda dolciaria italiana, da sempre attenta a promuovere l’arte e la cultura, ha scelto di essere a fianco del Premio Cairo in qualità di partner condividendo i valori di questa straordinaria opportunità per i giovani talenti creativi del nostro paese. International Art Sale Casa d’aste, per il secondo anno consecutivo partner dell’evento, allestirà durante la premiazione uno spazio espositivo dedicato ad ospitare una selezione in anteprima di alcuni preziosi lotti presenti alle prossime aste di gioielli, orologi e arte contemporanea. I valori formativi dell’istituto privato St. Louis School, partner, si rispecchiano perfettamente nello spirito del Premio Cairo: sostenere i giovani talenti e far conoscere al pubblico le nuove tendenze e i nuovi linguaggi dell’arte. Sostengono l’evento come media partner Lifegate, che con il progetto Impatto zero provvede alla compensazione delle emissioni di CO2 dell’evento, Urban Vision, Digital Media Company leader nei restauri sponsorizzati e nella valorizzazione del patrimonio culturale attraverso progetti di comunicazione integrata e Corriere della Sera, il primo quotidiano italiano, per il settimo anno consecutivo a fianco del Premio Cairo.

Le donne nell'arte contemporanea di Fabio Imperiale

Venti donne, una per ogni regione italiana, affidano la propria testimonianza all’artista, nell’ambito di altrettante residenze artistiche. Venti ritratti femminili per un inedito affresco del nostro paese che tocca ambiti diversi, dalla natura alla famiglia, dal lavoro al sociale, sino alla sensibilizzazione del pubblico su tematiche come l’autodeterminazione della donna, la parità di genere e l’empowerment femminile, strumenti fondamentali per promuovere il cambiamento.

Artiste, sportive, imprenditrici, pastore, portuali, attiviste, single, fidanzate, mogli, madri, donne portatrici di una straordinaria normalità. Un racconto che attraversa l’Italia varcandone i confini con il ritratto di Princess, una donna nigeriana vittima della tratta, che ha saputo riscattarsi e aiutare altre ragazze.

Convinto che l’arte debba leggere la realtà circostante e restituirne una visione capace di stimolare emozioni e riflessioni, Fabio Imperiale ha trascorso alcuni giorni nelle case delle protagoniste, parlando con loro e approfondendo la loro storia. Da ogni residenza è nato un ritratto, dipinto con caffè, inchiostro e bitume su un collage di cartoline antiche composto dall’artista insieme alla sua ospite e successivamente montato su tavola. Ad accompagnare il dipinto, anche le parole dell’artista, raccolte in un diario di viaggio.

Il corpo della donna al centro dell'opera d'arte

Il corpo della donna, da sempre centrale nella ricerca dell’artista, viene restituito attraverso una figurazione intima, delicata ma estremamente potente. Ogni opera racchiude, infatti, un intreccio di vite: il mondo della protagonista, il sentire dell’artista, i frammenti di memoria che affiorano dalle cartoline antiche, favorendo una riflessione più ampia sulla società, sull’arte e sulla connessione umana.

Marginalia: cosa significa

Il titolo della mostra Marginalia – fa riferimento all’insieme delle annotazioni che, prima dell’invenzione della stampa, venivano riportate ai margini del manoscritto. Una scelta che sottolinea il desiderio di Fabio Imperiale di muoversi con garbo nelle vite delle persone, sfogliandole con cura e annotando le sue riflessioni a margine, per scrivere la sua storia della storia

«Tante donne scrive Vera Agosti sono colte di spalle o di tre quarti con il volto nascosto, ritratti non ritratti, immagini meditative e contemplative. Sono figure che ci appaiono misteriose: il loro segreto lo svela l’artista attraverso il suo scritto. I colori sono quelli della terra e della polvere, la tinta per eccellenza della memoria».

 

«L’uso del caffè e del bitume va oltre la mera scelta di pigmenti», prosegue Sandra Sanson. «Il caffè, con il suo tono caldo e le sue sfumature terrose, può essere visto come un richiamo alla terra e alla natura. Il bitume, una sostanza che emerge dal sottosuolo, rappresenta una sorta di connessione tra la superficie e le profondità, un simbolo dell’essenza stessa della vita. Tutto questo riflette una tendenza più ampia nell’arte contemporanea, in cui gli artisti stanno sempre più cercando di rompere gli schemi, superando i confini delle forme tradizionali e abbracciando materiali e temi che riflettono i dilemmi e valori del nostro tempo».

«Gli spazi espositivi della Fondazione dichiara Nello Taietti, Presidente della Fondazione Luciana Matalon sono stati fortemente voluti dall’artista Luciana Matalon per accogliere le sue opere; gli interventi diretti dell’autrice nell’architettura sono essi stessi frutto di un desiderio espressivo, che invita i visitatori ad avvicinarsi al processo artistico e al percorso di una donna e autrice, testimone dello scorrere del tempo per più di cinquant’anni di attività nel mondo dell’arte. Siamo lieti che possano ospitare le opere di Fabio Imperiale e intrecciarsi alla narrazione del suo operato».

Il lavoro di Fabio Imperiale

Parte fondamentale del progetto sono anche i testi di Fabio Imperiale: brevi racconti che compongono il suo diario di viaggio. Ogni testo è diventato, inoltre, un podcast con la voce dell’artista. Il volume, disponibile in mostra, contiene i testi critici di Sandra Sanson e Vera Agosti, le opere e la loro contestualizzazione.

La mostra di Fabio Imperiale: orari e info

L’esposizione è visitabile da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00.
Ingresso gratuito.
Per informazioni: www.criscontinicontemporary.com, www.fondazionematalon.org.

 

Dobbiamo tener conto della funzione preponderante dell’arte, come creazione e conseguente sviluppo morale ed intellettuale che è in grado di trasmettere.

L’Italia, Paese che custodisce un immenso patrimonio artistico, risulta purtroppo meno sensibile a questo tema, tema che altri Paesi, soprattutto del Nord Europa, hanno accolto per sostenere lo sviluppo presente e futuro dell’arte, sia come ricerca, sia come strumento di comunicazione dal linguaggio universale. 

È doveroso chiarire che il contenuto di questo statuto non è fossilizzato solo sul significato e sull’educazione artistica multiculturale, ma considera l’arte visiva nella sua varietà, contrapponendosi a qualsiasi tentativo di censura geografica e culturale fra le espressioni artistiche.

Emilio Isgrò e la tematica della "Parola"

Tra le esposizioni organizzate nel contesto dell’ormai classico FestivalFilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo, che quest’anno è dedicato al tema della “Parola”, la più significativa è senz’altro l’antologica dedicata a Emilio Isgrò. Curata da Chiara Gatti e Marco Bazzini, mette in scena, negli ambienti del loggiato del Palazzo Pio di Carpi, quarantasette opere che dimostrano l’interesse per i temi filosofici dell’artista siciliano, fin dai suoi inizi. Tra le opere inedite c’è Sillogismo del cavallo che dà il titolo alla mostra, e una serie di lavori incentrati su Pico della Mirandola.